SEMINARIO INFORMATIVO in occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA
LA TUTELA DELLE TERRE DI USO CIVICO
FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA
DIPARTIMENTO DIRITTO PUBBLICO E TEORIA E STORIA DELLE ISTITUZIONI
UNIVERSITA' DI SALERNO
VENERDI' 22 APRILE 2011 ORE 10.30
INFO gdigenio@unisa.it
www.giornatamondialedellaterra.it
GRUPPO DI STUDI SUGLI USI CIVICI E I DEMANI NELL'ITALIA MERIDIONALE- Coordinatore regionale della Consulta Nazionale della Proprietà Collettiva per la Campania- Referente gruppo di lavoro Usi civici e Demani Banca delle Competenze Università di Salerno- gdigenio@unisa.it rif. 3356797337 /prof. avv. Giuseppe Di Genio, docente di Diritto Costituzionale Università Salerno - Avvocato Cassazionista e istruttore perito demaniale Albo regionale Campania
venerdì 8 aprile 2011
giovedì 7 aprile 2011
BERLUSCONI A LAMPEDUSA. L'acquisto presunto di una residenza nell'isola di Lampedusa era su terra demaniale.
da CORRIERE.IT
L'acquisto di una residenza nell'isola. era su terra demaniale
Lampedusa, il premier e la villa
«Ne cercherò un'altra»
Resta l'idea di rilanciare l'isola anche con campi da golf
NOTIZIE CORRELATE
«Villa di Lampedusa a Berlusconi? È una bugia, conosco il proprietario» (6 aprile 2011) L'acquisto di una residenza nell'isola. era su terra demaniale
Lampedusa, il premier e la villa
«Ne cercherò un'altra»
Resta l'idea di rilanciare l'isola anche con campi da golf
(Fotogramma)
ROMA - Sabato Silvio Berlusconi ritornerà a Lampedusa per verificare le condizioni dell'isola dopo che è cominciato il trasferimento degli immigrati giunti con natanti di fortuna e dopo la sciagura dell'altra notte dovuta all'affondamento di un barcone con almeno 250 persone.
La visita di sabato offrirà anche l'occasione per cercare una nuova villa da acquistare. Quella che in un primo tempo era stata prescelta non possiede i requisiti giusti. Lo ha rivelato lo stesso Cavaliere durante la riunione a Palazzo Chigi alla quale hanno preso parte i rappresentanti delle Regioni e i ministri che compongono la cabina di regia sull'immigrazione.
La villa, che si trova in una zona limitrofa all'aeroporto, sorge su un terreno demaniale. «L'ho scoperto - ha detto Berlusconi - dopo che sono state fatte alcune verifiche e quindi trattandosi di un terreno che appartiene a tutti noi non posso più acquistarla. Ne cercherò un'altra».
A parte questo dettaglio, il governo sta esaminando una serie di progetti per fare decollare Lampedusa da un punto di vista economico. L'idea lanciata da Berlusconi e fatta propria dal sindaco sarebbe quella di farvi sorgere alcuni campi da golf e le necessarie strutture alberghiere. Su questo c'è l'impegno del capo del governo che si sarebbe già attivato per cercare delle imprese interessate a questo tipo di iniziativa. Un intervento che, qualificando l'offerta verso i turisti, farebbe da volano per l'economia isolana. Sarebbe, invece, tramontata, perché troppo laboriosa dal punto di vista realizzativo, l'idea di costruire un casinò. Ad avere dei dubbi sarebbe stato lo stesso premier secondo il quale una decisione del genere avrebbe bisogno di un passaggio in Parlamento, cosa che allungherebbe i tempi.
R. R.
07 aprile 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L'acquisto di una residenza nell'isola. era su terra demaniale
Lampedusa, il premier e la villa
«Ne cercherò un'altra»
Resta l'idea di rilanciare l'isola anche con campi da golf
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«Villa di Lampedusa a Berlusconi? È una bugia, conosco il proprietario» (6 aprile 2011) L'acquisto di una residenza nell'isola. era su terra demaniale
Lampedusa, il premier e la villa
«Ne cercherò un'altra»
Resta l'idea di rilanciare l'isola anche con campi da golf
(Fotogramma)
ROMA - Sabato Silvio Berlusconi ritornerà a Lampedusa per verificare le condizioni dell'isola dopo che è cominciato il trasferimento degli immigrati giunti con natanti di fortuna e dopo la sciagura dell'altra notte dovuta all'affondamento di un barcone con almeno 250 persone.
La visita di sabato offrirà anche l'occasione per cercare una nuova villa da acquistare. Quella che in un primo tempo era stata prescelta non possiede i requisiti giusti. Lo ha rivelato lo stesso Cavaliere durante la riunione a Palazzo Chigi alla quale hanno preso parte i rappresentanti delle Regioni e i ministri che compongono la cabina di regia sull'immigrazione.
La villa, che si trova in una zona limitrofa all'aeroporto, sorge su un terreno demaniale. «L'ho scoperto - ha detto Berlusconi - dopo che sono state fatte alcune verifiche e quindi trattandosi di un terreno che appartiene a tutti noi non posso più acquistarla. Ne cercherò un'altra».
A parte questo dettaglio, il governo sta esaminando una serie di progetti per fare decollare Lampedusa da un punto di vista economico. L'idea lanciata da Berlusconi e fatta propria dal sindaco sarebbe quella di farvi sorgere alcuni campi da golf e le necessarie strutture alberghiere. Su questo c'è l'impegno del capo del governo che si sarebbe già attivato per cercare delle imprese interessate a questo tipo di iniziativa. Un intervento che, qualificando l'offerta verso i turisti, farebbe da volano per l'economia isolana. Sarebbe, invece, tramontata, perché troppo laboriosa dal punto di vista realizzativo, l'idea di costruire un casinò. Ad avere dei dubbi sarebbe stato lo stesso premier secondo il quale una decisione del genere avrebbe bisogno di un passaggio in Parlamento, cosa che allungherebbe i tempi.
R. R.
07 aprile 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA
lunedì 28 marzo 2011
IL PROCESSO COMMISSARIALE SUGLI USI CIVICI
Il Cesducim intende organizzare un seminario di approfondimento sul PROCESSO COMMISSARIALE SUGLI USI CIVICI per cui invita tutti gli interessati a proporsi per relazionare sul tema individuato entro il 30 maggio 2011 all'indirizzo e-mail gdigenio@unisa.it.
La sede del seminario è in corso di individuazione.
La sede del seminario è in corso di individuazione.
lunedì 14 febbraio 2011
PROBLEMI E PROSPETTIVE SUGLI USI CIVICI
FINALMENTE PUBBLICATI GLI ATTI DEL CONVEGNO DI SALERNO SU "PROBLEMI E PROSPETTIVE SUGLI USI CIVICI", A CURA DI GIUSEPPE DI GENIO
RUBBETTINO EDITORE, SOVERIA MANNELLI (CZ), 2010
www.rubbettino.it
scritti di: MARINELLI, POLITI, CARIOLA et altri
GLI ATTI DEL CONVEGNO SARANNO PRESENTATI il 4.5.2011 aula 8 Università dell'Aquila Facoltà di Economia
RUBBETTINO EDITORE, SOVERIA MANNELLI (CZ), 2010
www.rubbettino.it
scritti di: MARINELLI, POLITI, CARIOLA et altri
GLI ATTI DEL CONVEGNO SARANNO PRESENTATI il 4.5.2011 aula 8 Università dell'Aquila Facoltà di Economia
mercoledì 2 febbraio 2011
«Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001»
domenica 4 luglio 2010
intervista a CLUB 3 VIVERE IN ARMONIA EDIZIONI SAN PAOLO

Italia vendesi
Entro fine luglio sarà disponibile l’elenco dei beni demaniali che potranno essere ceduti
Lo Stadio dei marmi di Roma L’Italia è in vendita. Con l’entrata in vigore del federalismo demaniale molti luoghi di interesse, fino ad oggi proprietà dello Stato, potranno essere venduti o trasformati secondo la volontà delle amministrazioni locali. Terreni, palazzi, porzioni di costa, isole e musei: entro fine luglio l’agenzia del demanio metterà online l’elenco ufficiale e aggiornato dei beni a cui lo Stato rinuncerà per permettere a province e regioni di fare cassa.
Il federalismo demaniale. Il parere favorevole al primo decreto attuativo del federalismo fiscale è arrivato lo scorso 21 maggio, dopo aver ricevuto il via libera della commissione bicamerale. Il decreto prevede il trasferimento alle autonomie locali di gran parte dei beni del demanio statale, con la possibilità di venderne alcune parti per fare cassa. L’obiettivo è quello di consentire una maggiore valorizzazione del patrimonio (spesso abbandonato) con un introito che servirà ad abbattere il debito pubblico, per il 25% quello dello Stato e per il 75% quello degli enti locali.
I beni del demanio saranno trasferiti gratuitamente a comuni, province e regioni, che da parte loro ne garantiranno la massima valorizzazione funzionale. “La logica è quella della privatizzazione – spiega Giuseppe Di Genio, docente di diritto costituzionale presso l’università di Salerno – dando modo ai privati di intervenire nel settore pubblico. Gli enti locali potranno decidere in piena autonomia come utilizzare i beni ricevuti, vendendoli ad esempio ai singoli cittadini che siano interessati ad avviare attività o fornire servizi in luoghi strategici”.
Quali beni. Spiagge, fiumi e laghi andranno in automatico alle regioni, mentre i laghi chiusi (senza emissario) e le miniere verranno assegnati alle province. Dopo che il governo avrà emanato, tramite decreto, l’elenco dei beni disponibili, le amministrazioni locali avranno un mese di tempo per inoltrare la loro domanda di acquisizione, indicando un piano per la loro valorizzazione. Sono esclusi dal trasferimento il Quirinale, i palazzi delle Camere, quelli di rilevanza costituzionale, i parchi, le riserve naturali, le grandi arterie stradali e le ferrovie.
Il demanio. Per demanio si intende l’insieme di tutti i beni che appartengono a uno Stato. In Italia, in base all’articolo 822 del codice civile, ne fanno parte “il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale”. Vi rientrano anche le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti; gli immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico; le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche. “Questo decreto va a toccare solo la porzione statale – riprende Di Genio – visto che il demanio può essere di vario tipo: oltre ai beni statali, infatti, ci sono quelli locali, ovvero regionali, provinciali e comunali, e poi c’è il cosiddetto demanio civico, che appartiene ai singoli cittadini residenti in una determinata zona”.
Cade l’inalienabilità. La principale caratteristica dei beni pubblici è la loro inalienabilità (ovvero non possono essere venduti), insieme al fatto di rappresentare oggetto di beneficio per la collettività, che ne può usufruire direttamente o indirettamente. “In realtà – commenta Di Genio – il carattere dell’inalienabilità è andato via via scemando, tanto che da tempo i comuni procedono a sdemanializzazioni non solo giuridiche, ma addirittura di fatto”. L’inalienabilità continua a vigere solo per il demanio civico, che è anche l’unico a non essere stato toccato dal federalismo.
Tutto in mano agli enti. “Si tratta di un provvedimento molto delicato – conclude Di Genio – dal momento che coinvolge anche beni su cui esistono vincoli di carattere ambientale, archeologico e paesaggistico”. Gli enti locali dovranno essere in grado di individuare l’acquirente giusto, che sappia e voglia davvero valorizzare il bene in oggetto. “Se da un lato servirà a sanare il bilancio pubblico, d’altra parte può esserci il rischio che un privato acquisti un bene non per renderlo effettivamente più produttivo, ma magari per rivenderlo a terzi”. Italia in frantumi o più fruttuosa? Non resta che aspettare.
Paola Rinaldi
lunedì 28 giugno 2010
INIZIA LA SVENDITA DEMANIALE. BENE O MALE ?
Isole e Dolomiti, la lista delle polemiche
Al demanio locale anche le montagne. Il Pd: è estremismo
ROMA — Si avvicina l’ora X per sapere quali saranno i beni del Demanio che potranno essere trasferiti agli enti locali in base al federalismo demaniale. A fine luglio l’Agenzia del demanio diretta da Maurizio Prato fornirà un elenco dettagliato e ufficiale che apparirà sul suo sito. Intanto, da ieri è disponibile una lista provvisoria che i governatori delle Regioni o i sindaci potranno cominciare a studiare per vedere se vi sono beni interessanti. Quelli finora «inventariati » valgono oltre 3 miliardi di euro, costituiti da 9 mila immobili, chilometri di spiagge, centinaia di miniere, fiumi e laghi (in questo caso solo in concessione). I pezzi più pregiati sono quelli storici come la Cittadella di Alessandria, il Palazzo dei Normanni a Palermo, la Rocca di Scandiano, il Castello di Vigevano. Da ieri si sono aggiunte altre perle come pezzi delle Dolomiti (Tofane, Monte Cristallo, la Croda del Becco a Cortina), alcuni vecchi immobili di Porta Portese, famosa ormai nel mondo per il celebre mercatino romano, la facoltà di Ingegneria della Sapienza e persino il Nuovo Cinema Sacher di Nanni Moretti, stimato 4 milioni e mezzo di euro.
La tabella di marcia per lo storico passaggio, anticamera per una valorizzazione o addirittura la cessione a privati (in questo caso il ricavato andrà in gran parte alla riduzione del debito locale e per il 25% residuo per quello pubblico), si sta accorciando. Entro il 20 di agosto le amministrazioni centrali dovranno indicare i beni in uso che intendono conservare. Passati altri tre mesi — cioè entro il 20 di novembre—il governo pubblicherà l’elenco dei beni effettivamente cedibili agli enti locali. A questo punto Regioni e Comuni avranno a disposizione due mesi per fare richiesta spiegando però che cosa intendono fare. Se tutto va bene dopo altri 60 giorni arriveranno i decreti per il passaggio di proprietà: l’operazione dovrebbe dunque terminare entro fine marzo del prossimo anno.
Nella lista messa a punto dall’Agenzia ci sono anche montagne e laghi, ex caserme come quella di Santo Stefano vicino a Ventotene e veri e propri gioielli dal valore incalcolabile come il Museo di Villa Giulia a Roma, l’ex Forte Sant’Erasmo a Venezia, il faro di Ponza. Sempre a Roma spiccano l’ex Forte Ardeatino, l’area della Villa Gregoriana a Tivoli e l’intera area dell’Idroscalo di Ostia (valore stimato quasi 7 milioni di euro) dove Pier Paolo Pasolini trovò la morte. Nel ricco e affascinante capitolo dei fari arrivano quelli di Ponza, di Mattinata sul Gargano, di Spignon a Venezia oltre a quello di Punta Palascia a Otranto. Tra le isole che possono essere devolute quella di Santo Stefano vicino a Ventotene, terreni nell’isola dell’Unione di Chioggia e in quella di Sant’Angelo delle Polveri a Venezia e un complesso di aree dell'isola di Palmaria vicino a Portovenere.
Non sono mancate le polemiche. Se il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia ha valutato il federalismo demaniale «una cosa giusta», l’opposizione ha avuto molto da ridire. Per il portavoce dei Verdi Angelo Bonelli «dietro questa alienazione di beni si nasconde la più grande operazione edilizia ed immobiliare della storia della Repubblica italiana». Il deputato del Partito democratico Francesco Boccia osserva che il «federalismo non deve diventare un suk, ma una nuova stagione di doveri» e annuncia che nei prossimi giorni il Pd tornerà alla carica per introdurre «forme di compensazione dei territori meno fortunati».
Roberto Bagnoli DA CORRIERE.IT
28 giugno 2010
Al demanio locale anche le montagne. Il Pd: è estremismo
ROMA — Si avvicina l’ora X per sapere quali saranno i beni del Demanio che potranno essere trasferiti agli enti locali in base al federalismo demaniale. A fine luglio l’Agenzia del demanio diretta da Maurizio Prato fornirà un elenco dettagliato e ufficiale che apparirà sul suo sito. Intanto, da ieri è disponibile una lista provvisoria che i governatori delle Regioni o i sindaci potranno cominciare a studiare per vedere se vi sono beni interessanti. Quelli finora «inventariati » valgono oltre 3 miliardi di euro, costituiti da 9 mila immobili, chilometri di spiagge, centinaia di miniere, fiumi e laghi (in questo caso solo in concessione). I pezzi più pregiati sono quelli storici come la Cittadella di Alessandria, il Palazzo dei Normanni a Palermo, la Rocca di Scandiano, il Castello di Vigevano. Da ieri si sono aggiunte altre perle come pezzi delle Dolomiti (Tofane, Monte Cristallo, la Croda del Becco a Cortina), alcuni vecchi immobili di Porta Portese, famosa ormai nel mondo per il celebre mercatino romano, la facoltà di Ingegneria della Sapienza e persino il Nuovo Cinema Sacher di Nanni Moretti, stimato 4 milioni e mezzo di euro.
La tabella di marcia per lo storico passaggio, anticamera per una valorizzazione o addirittura la cessione a privati (in questo caso il ricavato andrà in gran parte alla riduzione del debito locale e per il 25% residuo per quello pubblico), si sta accorciando. Entro il 20 di agosto le amministrazioni centrali dovranno indicare i beni in uso che intendono conservare. Passati altri tre mesi — cioè entro il 20 di novembre—il governo pubblicherà l’elenco dei beni effettivamente cedibili agli enti locali. A questo punto Regioni e Comuni avranno a disposizione due mesi per fare richiesta spiegando però che cosa intendono fare. Se tutto va bene dopo altri 60 giorni arriveranno i decreti per il passaggio di proprietà: l’operazione dovrebbe dunque terminare entro fine marzo del prossimo anno.
Nella lista messa a punto dall’Agenzia ci sono anche montagne e laghi, ex caserme come quella di Santo Stefano vicino a Ventotene e veri e propri gioielli dal valore incalcolabile come il Museo di Villa Giulia a Roma, l’ex Forte Sant’Erasmo a Venezia, il faro di Ponza. Sempre a Roma spiccano l’ex Forte Ardeatino, l’area della Villa Gregoriana a Tivoli e l’intera area dell’Idroscalo di Ostia (valore stimato quasi 7 milioni di euro) dove Pier Paolo Pasolini trovò la morte. Nel ricco e affascinante capitolo dei fari arrivano quelli di Ponza, di Mattinata sul Gargano, di Spignon a Venezia oltre a quello di Punta Palascia a Otranto. Tra le isole che possono essere devolute quella di Santo Stefano vicino a Ventotene, terreni nell’isola dell’Unione di Chioggia e in quella di Sant’Angelo delle Polveri a Venezia e un complesso di aree dell'isola di Palmaria vicino a Portovenere.
Non sono mancate le polemiche. Se il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia ha valutato il federalismo demaniale «una cosa giusta», l’opposizione ha avuto molto da ridire. Per il portavoce dei Verdi Angelo Bonelli «dietro questa alienazione di beni si nasconde la più grande operazione edilizia ed immobiliare della storia della Repubblica italiana». Il deputato del Partito democratico Francesco Boccia osserva che il «federalismo non deve diventare un suk, ma una nuova stagione di doveri» e annuncia che nei prossimi giorni il Pd tornerà alla carica per introdurre «forme di compensazione dei territori meno fortunati».
Roberto Bagnoli DA CORRIERE.IT
28 giugno 2010
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